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Lorenzo Lotto, La Sacra Famiglia con Santa Caterina d’Alessandria dell’Accademia Carrara di Bergamo

31 gennaio – 17 maggio 2020

 

Ospite eccezionale della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro sarà, fino al 17 maggio, la smagliante Sacra Famiglia con Santa Caterina d’Alessandria di Lorenzo Lotto dell’Accademia Carrara di Bergamo, che sostituisce temporaneamente la Venere dormiente di Paris Bordon, ceduta in prestito alla mostra Tiziano e Caravaggio in Peterzano (Bergamo, Accademia Carrara, 6 febbraio – 17 maggio 2020).

 

Ospiti in Galleria: uno scambio, una nuova rassegna

Lo scambio, giustificato dal fatto che le due straordinarie impaginazioni di analogo formato orizzontale furono realizzate da due capiscuola del Rinascimento veneziano in comprovato contatto professionale, porta il dipinto della Carrara a dialogare idealmente con la tela di collezione Franchetti in prestito alla mostra bergamasca. La sua esposizione a Ca’ d’Oro offre nel contempo spunti di riflessione e approfondimento che coinvolgono temi iconografici presenti anche in altre opere della Galleria (Madonna del bacio di Jacopo Sansovino, Paesaggio con San Girolamo di Joachim Patinir), sulle quali saranno incentrate iniziative didattiche correlate.

La fruttuosa collaborazione tra i due musei consente di inaugurare una nuova rassegna espositiva dedicata a ospiti illustri provenienti da altre collezioni, capaci di attivare impreviste relazioni con le opere presenti in Galleria: “intersezioni” ideali tra artisti e collezionisti, come nel caso della tela in oggetto, ma anche – in futuro – occasioni di confronto tra opere di analogo soggetto o autore, di completamento di serie collezionistiche o di vera e propria ricongiunzione di parti di insiemi smembrate oggi distribuite tra più sedi.

A questa iniziativa espositiva, curata dal direttore del museo Claudia Cremonini e da Francesco Trentini, il Polo museale del Veneto intende ricollegarsi a breve con la pubblicazione di un “itinerario lottesco” volto a riconsiderare la relazione tra il pittore e la sua città di origine e a fornire nel contempo uno strumento di valorizzazione delle opere dell’artista presenti sul territorio veneto.

Il dipinto, datato 1533, raffigura una scena sacra ambientata all’ombra di un pergolato di gelsomino e  rivisita il tema dell’unione mistica del Cristo bambino con Santa Caterina attraverso una complessa trama simbolica che rinuncia al tradizionale motivo dello scambio dell’anello, affidando ogni allusione alle nozze mistiche a più indiretti dettagli ambientali e di costume.

Attore principale dell’eccentrica “Sacra Conversazione” è insolitamente san Giuseppe, rappresentato nell’atto di sollevare il velo-corporale che copre il capo del Bambino. La centralità del tema eucaristico è ribadita dal sarcofago-altare su cui è adagiato il fanciullo e, sul piano compositivo, dalla decentrata collocazione della Vergine che si ritrae protesa in un istintivo gesto protettivo verso il Figlio, interrompendo la lettura del libro sacro.

Firmata e datata, la tela della Carrara costituisce il prototipo di una serie di varianti di cui si conoscono almeno sette versioni. La più antica notizia certa circa la sua provenienza risale al 1827, quando il grande collezionista bergamasco Guglielmo Lochis sottrasse il dipinto all’oblio acquistandolo sul mercato milanese, per poi farne dono all’Accademia Carrara con il celebre lascito del 1859.