|||Festa di San Marco e del bòcolo 2019
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Il 25 aprile l’Italia festeggia la liberazione dal nazifascismo, ma per Venezia e per i veneziani il 25 aprile è una tradizione ben più antica dell’attuale festa nazionale, ricca di storia e di significato: è la festa di San Marco, santo patrono della città.

Ai tempi della Repubblica Serenissima, il 25 aprile si svolgeva una processione in Piazza San Marco cui partecipavano autorità religiose, civili e rappresentanti delle arti, ma i festeggiamenti si svolgevano anche il 31 gennaio, giorno in cui venne trasportato a Venezia il corpo del santo e il 25 giugno, giorno in cui avvenne il ritrovamento delle sue reliquie nella Basilica di S.Marco.

Ormai la commemorazione religiosa si svolge solo il 25 aprile, data della morte di San Marco, ma ancora oggi si festeggia con una processione nella Basilica di San Marco, alla quale partecipano le autorità religiose e civili della città.

Il 25 aprile a Venezia è anche la Festa del Bòcolo ed è tradizione per i veneziani regalare un ‘bocolo’, cioè un bocciolo di rosa, alla donna amata.

Le origini di questa usanza sono antichissime. Narra infatti la leggenda che, nella seconda metà del IX secolo, Maria, la figlia del Doge Orso I Partecipazio, amava ricambiata il giovane Tancredi di umili origini. Il padre di Maria, Doge di Venezia non avrebbe ovviamente approvato la loro unione, così la fanciulla consigliò all’amato di andare a combattere contro gli arabi in Spagna, per guadagnare la gloria necessaria per aspirare alla sua mano. Il giovane si distinse valorosamente in guerra ma fu ferito mortalmente in un roseto. Prima di morire affidò all’amico Orlando un bocciolo di rosa tinto col il rosso del suo sangue perché lo consegnasse alla sua amata Maria come estremo pegno d’amore. Il 25 aprile, il giorno dopo aver ricevuto da Orlando il messaggio d’amore dell’innamorato, Maria fu trovata morta nel suo letto con il bocciolo sul petto.

Da quella volta il bocciolo di rosa viene offerto alle donne nel giorno di san Marco quale simbolo d’amore vero, imperituro.